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miércoles, 7 de mayo de 2014

DALLA TRAGEDIA AL TRIONFO: IL MIRACOLO DELLO ZAMBIA Por Simón Gandolfi

DALLA TRAGEDIA AL TRIONFO: IL MIRACOLO DELLO ZAMBIA

"Gli eroi sono sempre immortali agli occhi di chi in essi crede". 
La frase di Indro Montanelli sul Grande Torino calza perfettamente anche per la storia che state per leggere, quella dell'impresa dello Zambia nella Coppa d'Africa 2012.
La storia inizia il 27 aprile 1993. L'aereo dalla nazionale zambiana, un vecchio cargo dell'esercito, è diretto a Dakar (Senegal), dove si disputerà la prima partita del girone finale di qualificazione ai mondiali di USA '94. Poco dopo il decollo da Libreville (Gabon), l'aereo accusa problemi a un motore e si inabissa nell'Oceano Atlantico. Le 30 persone a bordo, 25 passeggeri e 5 membri dell'equipaggio, muoiono. Tra loro anche i 18 convocati zambiani per la trasferta in Senegal e il loro allenatore Godfrey Chitalu, ex gloria del calcio zambiano e detentore del record non ufficiale di reti segnate in un anno solare (107 secondo la federazione zambiana, nel 1972). Si salva il più forte giocatore dell'epoca, Kalusha Bwalya che, giocando nel PSV in Olanda, aveva programmato di raggiungere i compagni con un altro volo.
Ma gli eroi sono immortali agli occhi di chi in essi crede, e tra il gennaio e il febbraio 2012, gli eroi del 1993 avranno guardato orgogliosi da lassù una delle più commoventi imprese sportive della storia.
In Gabon e Guinea Equatoriale si gioca la Coppa d'Africa. Le grandi favorite sono l'Egitto (3 trionfi consecutivi tra 2006 e 2010), la Costa d'Avorio dei vari Drogba, Kalou. Tourè e Gervinho, senza dimenticare il Ghana. Tra le partecipanti c'è anche lo Zambia allenato da Hervé Renard, un francese che assomiglia di più ad un divo di Hollywood che ad un uomo di calcio.
Il girone va molto bene, e i "Chipolopolo" (letteralmente i "proiettili di rame") lo chiudono in testa con 7 punti, dopo le vittorie con Senegal e Guinea Equatoriale e il pareggio con la Libia.
Nei quarti di finale c'è il Sudan, che viene eliminato con un secco 3-0. La semifinale è con il Ghana, e un gol di Mayuka a 10' dal termine manda lo Zambia in finale, a Libreville, dove l'avversario sono "gli Elefanti" ivoriani.
La partita è proibitiva, Renard cerca di imbrigliare Drogba e compagni con una tattica fatta di difesa e contropiede che però rischia di crollare al 70', quando Drogba si presenta sul dischetto per portare avanti i suoi, ma manda la palla clamorosamente alta!
La finale va ai supplementari, e poi ai rigori. 
Nessuno tradisce la propria squadra e dopo 7 rigori a testa non c'è ancora stato nemmeno un errore. Finché si presenta a calciare Kolo Touré, colonna del Manchester City: parata! Lo Zambia è a un rigore dal trionfo, la responsabilità è di Rainford Kalaba, che fallisce calciando anche lui alto. Tocca a Gervinho, nuovo innesto dell'Arsenal di Wenger, ma anche lui si fa tradire dall'emozione e calcia fuori. Questa volta gli eroi del 1993 guardano giù verso i loro connazionali che stanno per conquistare quella coppa che il loro paese non ha mai vinto. L'uomo della storia è Stophira Sunzu, difensore del Mazembe, che non sbaglia! Lo Zambia è campione d'Africa.
"Non potevamo perdere dove sono morti i nostri fratelli" è il coro unanime dei neo campioni continentali. 
Ad alzare la coppa è capitan Katongo, in quello stesso cielo in cui 19 anni prima volava quel maledetto aereo diretto a Dakar.
È la vittoria di un gruppo di uomini e di un paese intero, in memoria di un altro gruppo di uomini, che ora riposa al cimitero degli Eroi, appena fuori dallo stadio di Lusaka e in mezzo a quel popolo ai cui occhi resterà immortale, per sempre



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